Sul golf la doccia gelata di Conte

Da giorni aspettavamo un segnale per l’imminente ripresa dell’attività golfistica, convinti di poter dimostrare che il golf è un’attività sportiva all’aria aperta che garantisce il distanziamento sociale sempre raccomandato dall’inizio dell’emergenza da Coronavirus. In vista della Fase Due, fissata per il 4 maggio, fra i circoli c’era ottimismo per una riapertura dopo oltre un mese e mezzo di quarantena e studi e bozze di regolamenti avevano disegnato un golf versione Covid-19 in modo da eliminare le possibilità di contagio.

Invece, la conferenza stampa del Presidente del consiglio Giuseppe Conte (nella foto) e la lettura del Dpcm 26 aprile 2020 hanno purtroppo gelato le aspettative dei golfisti. Riporto testualmente i due commi dell’articolo 1 del decreto, che interessano il nostro pubblico:

f) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; è consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività;

g) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, nel rispetto di prioritarie esigenze di tutela della salute connesse al rischio di diffusione da COVID-19, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti – riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali – sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive individuali. A tali fini, sono emanate, previa validazione del comitato tecnico-scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile, apposite Linee-Guida, a cura dell’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del CONI ovvero del CIP, sentita la Federazione Medico Sportiva Italiana, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva.

In pratica, anche dall’inizio della Fase Due (a partire dal 4 maggio) resta vietata l’attività ludica o ricreativa all’aperto. Per attività sportiva e motoria si intende invece fare jogging o camminare anche distanti dalla propria abitazione. Solo i golfisti professionisti e i dilettanti di interesse nazionale potranno allenarsi individualmente nei circoli, chiusi però a tutti gli altri praticanti e ai soci come si evince dal comma u sempre dell’articolo 1 del famigerato decreto:

u) sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

Subito dopo la lettura del decreto ci sono state molte reazioni di delusione e rabbia per il mancato riconoscimento della peculiarità del golf rispetto agli altri sport, ma il problema non sta tanto nei commi riportati sopra. La speranza di un graduale ritorno alla vita golfistica normale è stata negata subito, dal primo comma dell’articolo 1 del Dpcm:

a) sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine; in ogni caso, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute;è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

In nessuno di questi casi rientra lo spostamento per andare a giocare a golf. Ecco perché ci attendono altre due settimane di astinenza, sperando che dal 18 maggio ci sia un allentamento dei limiti allo spostamento delle persone, condizione indispensabile per la ripresa di qualsiasi attività ricreativa.